Covid e responsabilità medica

Il tema della responsabilità medica durante la pandemia da Covid-19 è stato ampiamente discusso. Nell’aprile 2020 con il DL Cura Italia, proposto dal Senatore Andrea Marcucci, si sono riportate alcune disposizioni in materia di responsabilità per eventi dannosi durante il COVID-19.

Nel decreto si legge:

[…] In relazione agli eventi dannosi che in essa abbiano trovato causa. La responsabilità civile delle strutture sanitarie e sociosanitarie, pubbliche o private, e degli esercenti le professioni sanitarie di cui all’articolo 7 della legge 8 marzo 2017, n. 24, è limitata ai casi in cui l’evento dannoso risulta riconducibile a condotte poste in essere con dolo o colpa grave.

La valutazione della gravità della colpa è operata tenendo in considerazione anche la situazione organizzativa e logistica della struttura. In relazione alla novità ed eccezionalità del contesto emergenziale, al numero di pazienti su cui è necessario intervenire e alla gravità delle loro condizioni, alla disponibilità di attrezzature e di personale, nonché al livello di esperienza e di specializzazione del singolo operatore.

RC Medica le affermazioni di Gelli

Nel Cura Italia, quindi, i medici e le strutture sanitarie risponderanno solo per dolo o colpa grave. Per la valutazione della gravità, invece, sarà valutata in base alla situazione organizzativa in cui il medico si trovava ad operare.

Il 9 Luglio scorso si è tenuto il webinar “Sanità – Cosa imparare dall’esperienza Covid-19”. Qui Federico Gelli – medico e già deputato per il Partito Democratico – padre della legge sulla responsabilità professionale, dichiara:

[…] c’è urgenza di intervenire dal punto di vista legislativo su due fronti. Da un lato predisponendo un fondo nazionale per indennizzi e risarcimenti che ci metta nelle condizioni di ammortizzare tutte le richieste che potrebbero arrivare. Sarà importante poi, ed è la seconda parte, che ci siano al più presto i decreti attuativi sulla parte assicurativa. Perché altrimenti, senza un’interpretazione e un indirizzo netto, rischiamo di procedere in ordine sparso.

In definitiva, secondo Gelli, si prevede un fondo nazionale che sia in grado di rispondere alle future richieste di danni avvenute durante il Covid. E un decreto per la parte assicurativa che dia un indirizzo chiaro all’interpretazione del risarcimento danni.